Focus on: Abcstrationism

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Negli anni trenta, Como e Milano sono stati i primi e più avanzati centri di elaborazione e di irradiazione dell’astrattismo.

A Como fu di grande influenza la presenza e l’attività dell’architetto Giuseppe Terragni, che già dalla seconda metà del decennio precedente vi realizzava edifici di concezione e d’impianto razionalista ricchi di suggestioni per i pittori che operavano in città, qui rappresentati da Radice, Rho e dalla Badiali.

A Milano ebbe un ruolo centrale la Galleria del Milione, fondata nel 1930, che ospitò per prima i protagonisti dell’astrattismo internazionale e per tutto il decennio diede ampio spazio agli artisti italiani a riconducibili quell’area.

In questa sala, anticipazioni di una negazione radicale e assoluta dell’idea di pittura come imitazione, ancora intessute di elementi narrativo-descrittivi, si colgono negli Uomini a cavallo di Fontana e nei dipinti di Soldati Periferia e Paesaggio marino: sintesi puriste e metafisiche di frammenti di “cose” montati alla maniera cubista. Quanto all’Obelisco di Licini, il riferimento oggettuale del titolo si perde in una composizione dove la sua tipica poetica della geometria come sentimento lo distingue nettamente dal più diffuso razionalismo “classicista” del tempo, a testimonianza del carattere composito e ricco di varianti della tendenza.

Della stagione aurea dell’astrattismo in Italia, intorno al 1935, sono una serie di quattro Composizioni di Rho – che documenta, invece, l’opposta polarità dell’equilibrio, della chiarezza e dell’ordine compositivo – e una Composizione di Soldati; di poco più tarde la Composizione in verde della Badiali e la Composizione R.S. 15 di Radice.

Nell’altra Composizione di Soldati si manifesta la continuità della tendenza nel mutato clima del secondo dopoguerra, quando il Movimento Arte Concreta – del quale egli stesso fa parte dalla fondazione, nel 1948, con Radice e Rho – raccoglie molte delle vecchie istanze dell’astrattismo italiano storico.

(Prof. Antonello Negri)

Abstract Art

During the 1930s the cities of Como and Milan were the first and most advanced centers for the creation and dissemination of abstract art.

Como was greatly influenced by the presence and work of architect Giuseppe Terragni, who as early as the latter half of the mid-1920s had already started to build architectures that were Rationalist in conception and layout, and replete with ideas for the painters who were working in the same city, represented here by Radice, Rho and Badiali.

In Milan, a key role was played by the Galleria il Milione, founded in 1930, which was the first to host the leading figures of international abstraction; throughout the decade the gallery also dedicated ample space to Italy’s own abstract artists.

In this space, the foreshadowings of a radical negation and the absolute notion of painting as imitation, still interlaced with narrative-descriptive elements, can be seen in Fontana’s Uomini a cavallo and Soldati’s paintings Periferia and Paesaggio marino, Purist and Metaphysical syntheses of the fragments of “things” assembled in the manner of Cubism.  As for Licini’s Obelisco, the objective reference in the title is lost in a composition where the poetics of geometry as sentiment typical of the artist’s work clearly distinguish him from the more widespread “classicist” rationalism of the time, proof of the composite, rich nature of the variants in the trend.

Rho’s four Composizioni are instead examples of abstraction’s heyday in Italy which occurred around 1935; the painter attempts to record the opposite polarity of equilibrium, clarity and compositional order; Soldati’s Composizione dates back to the same period.  Dated soon afterwards are Badiali’s Composizione in verde and Radice’s Composizione R.S. 15.

Clearly visible in Soldati’s other Composizione is the continuity in the trend of the new climate of the post-Second World War period, when the Movimento Arte Concreta – of which he was also a member from its establishment in 1948, along with Radice and Rho – garnered many of the historical elements of Italian abstract art.

(Prof. Antonello Negri)

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