Gruppo T

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Arte Programmata e Cinetica

Alla fine degli anni cinquanta, in reazione all’atteggiamento di ripiegamento interiore del clima informale si assiste in Europa a un recupero della razionalità e dell’attenzione ai fenomeni percettivi, sulla scorta di una rilettura della tradizione iniziata con il costruttivismo russo e con il Bauhaus tedesco.  In Italia questa stagione si apre sotto l’egida di due maestri indiscussi, Bruno Munari e Lucio Fontana. A livello internazionale un importante confronto avviene con a una serie di mostre intitolate “Nuove Tendenze” organizzate tra il 1961 e il 1969 presso la Galleria d’Arte Contemporanea di Zagabria dal critico Mestrović. Tratto condiviso era la necessità di andare oltre a un’arte legata all’estetica idealista per arrivare a un’arte “oggettiva” che coinvolgesse il movimento reale o lo riproducesse in modo virtuale tramite effetti ottici. Nel 1962 a Milano Bruno Munari organizza la rassegna “Arte programmata”, dando il via a un movimento  che coinvolse artisti tra cui Enzo Mari, Getulio Alviani e tangenzialmente Dadamaino. Fenomeno diffuso all’interno di tale clima fu, a livello internazionale, la fondazione di gruppi di artisti , tra cui Zero a Düsseldorf, Grav a Parigi, Gruppo N a Padova, Gruppo 1 a Roma e Gruppo T a Milano. Fondato a Milano nel 1958, riunisce Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi e Grazia Varisco. Oltre alle ricerche sulla luce e sul movimento, questi artisti realizzano precocemente “opere come luoghi da abitare psichicamente” ovvero ambienti praticabili di matrice interattiva. In museo sono ricostruiti l’Ambiente a shock luminosi (1964) di Giovanni Anceschi, l’Ambiente stroboscopico n° 4 (1967) di Davide Boriani, l’Ambiente-Strutturazione a parametri virtuali (1968/1969) di Gabriele De Vecchi e Topoestesia (1965-70) di Gianni Colombo. Il 1968, con la vittoria da parte di Gianni Colombo del Primo Premio alla Biennale di Venezia con lo Spazio Elastico può essere considerato il momento conclusivo di quella che fu definita, con un conio fortunato di Lea Vergine, “L’Ultima Avanguardia”. 

(Dott.ssa Iolanda Ratti)

OPTICAL AND KINETIC ART

At the end of the Fifties, in reaction to the atmosphere of retrogressive lyrical introspection in Informal art, the European artistic reality would witness a return to rationality and a renewed regard for the perceptual phenomenon. This would occur in the wake of a reinterpretation of the tradition that had begun with Russian Constructivism and the German Bauhaus. In Italy, this season would be inaugurated under the aegis of two indisputable masters, Bruno Munari and Lucio Fontana. On an International level, an important exchange occurred through a series of exhibitions titled “New Tendencies”, organised between 1961 and 1969 at the Gallery of Contemporary Art in Zagreb by the critic Mestrović. Their common denominator came down to the necessity of going beyond an art bound by the idealist aesthetic, with the aim of creating an “objective” art that involved the real movement reality, reproducing it virtually through optical effects. In 1962 Bruno Munari organised the review “Arte programmata” (Optical Art), thus giving the go ahead to a movement that would involve individual artists such as Enzo Mari, Getulio Alviani and if only marginally, Dadamaino. On an international level, the phenomenon at the core of this reality would be the founding of numerous artistic groups – Zero in Düsseldorf, Grav in Paris, Gruppo N in Padua, Gruppo 1 in Rome and Gruppo T in Milan. Founded in Milan in 1958, this last group united Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi and Grazia Varisco. As well as their studies of light and movement, these artists precociously created “works as places to be lived psychically” or rather, real environments that functioned according to an interactive source. Reconstructed in the museum one finds Ambiente a shock luminosi (Environment with luminous shocks) (1964) by Giovanni Anceschi, Ambiente stroboscopico n° 4 (Stroboscopic Environments n° 4) (1967) by Davide Boriani, Ambiente-Strutturazione a parametri virtuali (Environment-Structure with virtual parameters) (1968/1969) by Gabriele De Vecchi and Topoestesia (1965-70) by Gianni Colombo. The year 1968, with Gianni Colombo’s victorious award of First Prize at the Biennial in Venice for Spazio Elastico, could also be considered as the conclusive moment of the movement that Lea Vergine had coined as “The Last Avant-garde”

(Dott.ssa Iolanda Ratti)

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