New Figuration

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Nuove figurazioni

Tra la metà degli anni cinquanta e i primi sessanta, la tradizione figurativa si rinnova sul piano formale e nei contenuti filtrando suggestioni culturali molteplici e attingendo alla realtà politica e sociale recente. Da un gruppo di artisti formatisi a Brera prende corpo a Milano quel “realismo esistenziale” che si distanzia dal realismo socialista e dalla sua propensione retorica ai grandi temi sociali e politici, concentrandosi sul destino privato dell’uomo e le sue quotidiane inquietudini. Sono parte di questo gruppo Bepi Romagnoni e Giuseppe Guerreschi le cui opere, Racconto, 1963, e Nostra Signora dei Miracoli, 1962, forniscono sul piano formale una simultaneità di stimoli visivi che alludono, attraverso immagini frammentate e sovrapposte, a diversi livelli di coscienza e di esistenza. Su un diverso fronte, si muovono Enrico Baj, con l’opera Montagna con tappezzeria, del 1958, e Alik Cavaliere con la scultura G.B. si innamora della signorina Bene, 1965, entrambi sperimentatori di tecniche, materiali e linguaggi, lontani dallo spirito spesso dolente del realismo esistenziale, e partecipi piuttosto, l’uno su un registro grottesco, l’altro più metafisico e surreale, di una visionarietà di impronta patafisica e novo realista.

La vasca, del 1969, di Valerio Adami aderisce alla predilezione tipicamente pop per i temi legati a interni domestici e oggetti banali, così come è pop l’atmosfera narrativa di Magasins Reunis, 1970, di Emilio Tadini, filtrata da un colto rimando alle icone della cultura occidentale. Alla cultura pop americana alludono più nettamente diversi artisti romani come Angeli, Schifano e Rotella. Il primo, in Half Dollar Blu, (1966) usa l’icona dell’aquila stampata sui dollari, mentre Schifano, dopo un soggiorno a New York, riporta nel suo Particolare di esterno, 1962, la scritta “Coca-Cola” ripresa dalla pubblicità stradale. E dalla strada nasce Decisioni al tramonto, 1961, di Mimmo Rotella, esponente del Nouveau Réalisme, che dopo il rientro dagli Stati Uniti, nel ’53, svela immagini e parole strappando manifesti stradali con la sua tecnica del décollage.

(Dott.ssa Lucia Matino)

NEW FIGURATIONS

From mid-way through the 1950s to the early 1960s the figurative tradition was renewed in both form and content by filtering multiple cultural ideas and drawing from recent political and social realities. Starting from a group of artists who received their training at Brera in Milan, what began taking shape was the “existential realism” that distanced itself from Socialist Realism and its rhetorical inclination for the major social and political themes, concentrating on man’s personal fate and his day-to-day angst. The group included Bepi Romagnoni and Giuseppe Guerreschi, whose works, Racconto, 1963, and Nostra Signora dei Miracoli, 1962, provide a simultaneousness of visual stimuli on a formal level which, through fragmented and overlapping images, allude to the different tiers of consciousness and existence. On a different front, Enrico Baj, with his Montagna con tappezzeria, 1958, and Alik Cavaliere, with his sculpture G.B. si innamora della signora Bene, 1965, both experimenters in techniques, materials and languages, are far from the often quite painful spirit of existential realism. Rather, they are participants, the one with a grotesque register, the other more Metaphysical and Surreal, in a visionariness of a pataphysical and neorealist mould.

La vasca, 1969, by Valerio Adami embraces the typically pop predilection for themes linked to domestic interiors and everyday objects, much like the narrative atmosphere of Magasins Reunis, 1970, by Emilio Tadini, filtered by a scholarly return to the icons of Western culture. A number of Roman artists allude more clearly to American Pop culture: names like Angeli, Schifano and Rotella.  In Half Dollar Blu (1966) Angeli draws on the icon of the eagle printed on the dollar, while Schifano, after a period in New York, uses for his Particolare di esterno, 1962, the words “Coca-Cola” taken from roadside advertising. Also born from the road is Decisioni al tramonto, 1961, by Mimmo Rotella, an exponent of Nouveau Réalisme who, after returning from the United States in 1953, tore down road signs and applied his décollage technique to unveil images and words.

(Dott.ssa Lucia Matino)


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